Ad agosto succede qualcosa di strano e meraviglioso a Firenze. Molti ristoranti si svuotano, i menu plastificati perdono appeal, e chi resta in città — fiorentini, lavoratori, qualche viaggiatore curioso che sa quello che fa — ritrova i posti veri. Quelli senza foto sui muri, senza QR code sul tavolo, senza nessuno che ti chiede se è la prima volta in città.
È la Firenze che i turisti vedono raramente. Ecco dove mangiamo noi quando Firenze è nostra.
La colazione fiorentina: un bancone, un caffè, tre minuti
I fiorentini non fanno colazioni elaborate. Non c’è granola, non c’è avocado toast, non c’è nessuno che ti porta il menu con le varie opzioni. C’è un bancone, un cornetto — rigorosamente vuoto o alla crema — e un caffè consumato in piedi in tre minuti prima di andare al lavoro.
Il segreto è cercare i bar di quartiere lontani dalle piazze principali. Quelli frequentati da operai e impiegati la mattina presto, dove il caffè costa ancora meno di due euro e il barista ti conosce per nome dopo tre giorni. Sono posti difficili da trovare su Google Maps e facilissimi da trovare camminando: basta allontanarsi di due strade dalla zona turistica e seguire il rumore delle tazzine. Alcuni suggerimenti: Bar pasticceria Nencioni in Via Pietrapiana o Bar ricordi in Via de Servi.
Per una colazione più lenta e curata, in un contesto diverso, Revoir in Piazza della Signoria è un indirizzo che funziona: ottima pasticceria, ambiente elegante, una delle piazze più belle del mondo come sfondo. Non è la colazione dell’operaio del quartiere, ma è una di quelle esperienze fiorentine che vale la pena fare almeno una volta.
Se proprio non potete farne a meno e non volete rinunciare alla colazione internazionale stile bruch, potete fare affidamento sul Bar I Magnifici, proprio accanto a Palazzo Della Nave. In questo bar potreste anche ordinare take away e farvi una bella colazione vista Duomo nel nostro splendido cortile.
Il pranzo: veloce, buono, senza cerimonie
Le migliori trattorie fiorentine per il pranzo si riconoscono da un segnale preciso: la lavagna fuori con tre o quattro piatti del giorno, scritti a mano con quello che c’era al mercato stamattina. Il menu cambia ogni giorno, i posti finiscono entro l’una, e prenotare non sempre è possibile. Ci si va, si aspetta se serve, si mangia bene.
Tre indirizzi che i fiorentini frequentano da decenni: Da Sabatino, Alla Vecchia Bettola, Da Ruggero. Nessuno dei tre ha bisogno di pubblicità. Resistono per merito.
Per un pranzo veloce e autentico, i mercati cittadini sono un’alternativa eccellente. Il Mercato Centrale è il più conosciuto, ma il Mercato di Sant’Ambrogio è quello che i fiorentini preferiscono: meno turistico, più vissuto, con banchi di alimentari e rosticcerie che sfornano piatti del giorno a prezzi onesti. È uno dei luoghi in cui Firenze si mostra nella sua quotidianità più genuina.
E poi c’è la schiacciata farcita — che non è un pranzo da seduti ma un pranzo da passeggio, e in questo senso è perfettamente fiorentina. Le panetterie della città preparano schiacciate ripiene che valgono quanto un primo e un secondo messi insieme: ingredienti stagionali, pane croccante, nessun compromesso sulla qualità. Semel e Sforno sono due degli indirizzi migliori per trovare schiacciate preparate al momento, con quello che la stagione offre.
Il pranzo della domenica: il rito più sacro
Agosto o no, la domenica i fiorentini mangiano in famiglia o con gli amici, e ci mettono tempo. Non è un pasto, è un rito. I tavolini all’aperto si riempiono di gruppi, i bambini corrono intorno alle sedie, il vino si ordina a bottiglia e non al bicchiere, e le conversazioni si allungano fino al pomeriggio senza che nessuno guardi l’orologio.
Borgo Antico in Piazza Santo Spirito, e l’Antica Mescita in San Niccolò sono due degli indirizzi giusti per vivere questa tradizione da dentro. Entrambi frequentati dai fiorentini del quartiere, entrambi con quella qualità informale e autentica che si sta facendo sempre più rara nel centro storico.
La cena: Oltrarno e San Frediano resistono
Quando si tratta di cena, i quartieri che resistono meglio al caldo di agosto — e alla pressione turistica — sono l’Oltrarno e San Frediano. Trattorie dove si mangia a prezzi ancora contenuti, vinai dove si beve in piedi sul marciapiede, pizzerie aperte fino a tardi con tavolini che escono sul selciato.
Per la cena, qualche indirizzo concreto. La Trattoria del Carmine è uno di quei posti dove si torna — ambiente semplice, cucina toscana seria, clientela mista tra locali e viaggiatori che sanno dove andare. Il Guscio è l’indirizzo giusto per chi preferisce il pesce, con una proposta di mercato che cambia in base alla disponibilità. Marina di Santo Spirito è un’altra opzione solida per il pesce, molto elegante e chic, perfetto per un’occasione speciale. Un’altra chicca è Piazza della Passera, fateci un salto per un Aperitivo o un buon gelato.
Per la pizza, Gustapizza è un riferimento: impasto curato, ingredienti di qualità, fila fuori che di solito scorre veloce. È il tipo di posto in cui i fiorentini portano gli amici quando vogliono fare bella figura senza spendere troppo.
Una regola sola
Il cibo buono a Firenze lo trovi quando smetti di cercarlo e inizi a camminare senza meta. Allontanati dalle piazze principali, segui il rumore delle conversazioni che escono da un portone aperto, entra nei posti che non hanno nessun cartello in inglese fuori. Di solito funziona.
Alla reception di Palazzo della Nave teniamo una lista aggiornata dei nostri indirizzi preferiti per ogni momento della giornata — colazione, pranzo, aperitivo, cena — con qualche nota personale su cosa ordinare e quando andarci. Chiedila al check-in: è uno dei servizi che i nostri ospiti apprezzano di più.





